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  • Immagine del redattoreSara

Il cavallo, da sempre una passione!

Sin dalla più tenera età, il cavallo ha galoppato nelle mie vene. Una passione vibrante e pulsante, un’attrazione forte e misteriosa.

La prima volta a sei anni, in vacanza al mare, sembra che abbia fatto impazzire mia mamma che ha infine dovuto cedere alle mie continue pressioni e arrendersi all’evidenza che il cavallo avrebbe fatto parte della mia vita, per sempre. Poi un incidente a 11 anni, che mi ha fatto scendere da sella per un periodo molto molto lungo.

Quello che ricordo del cavallo, durante l'infanzia, è la totale assenza di paura nei confronti di questo gigante, era come giocare con un amico, un tuo pari a quattro zampe, che rispondeva all’amore puro e disinteressato che soltanto i bambini forse sanno esprimere. Generosamente il cavallo mi permetteva di salire sulla sua groppa e di ritorno gli prodigavo tutte le cure e le attenzioni possibili.

Ho finalmente ricominciato a 18 anni ma subito ho iniziato a pormi delle domande sulle condizioni di vita imposte a questi animali così sinceri e generosi. Se praticare il mio sport preferito era causa di sofferenza allora non ero più in grado di proseguire.


Chi davvero ama il cavallo per prima cosa desidera che la sua vita sia la migliore possibile.


Oggi come allora poco è cambiato nella gestione della vita del cavallo nelle scuderie.

A ogni livello, dall’amatoriale al professionistico, il mondo dell’equitazione spesso esprime violenza e irresponsabilità. Il cavallo è tra gli animali più maltrattati e abusati con il quale ci relazioniamo e che diciamo di amare ed è stato completamente allontanato da quella che dovrebbe essere la sua vita in natura. Quando chiedo ai proprietari perché tengono i loro cavalli in box, mi viene sempre risposto che i cavalli sono sempre stati in box, sono abituati e quindi è normale, e poi in libertà potrebbero solo farsi male. È una risposta logica a pensarci bene perché è la vita che abbiamo sempre visto fare al cavallo. Non conosciamo affatto la vita di un cavallo allo stato naturale.

Fare un giro in una qualsiasi scuderia dove i cavalli trascorrono più di 20 ore al giorno in box, forse fanno un giro al prato e probabilmente un’ora con un cavaliere…per i più fortunati che non sono cavalli da scuola, è come per noi aver vissuto la pandemia, chiusi in casa, senza possibilità di movimento. Questa è la vita del cavallo nel 90% o più dei casi. Merita almeno una riflessione? Possiamo fare meglio?


Credo che il cavallo possa essere un compagno di gioco, di sport, e che l’essere umano possa diventare per il cavallo una compagnia alla quale legarsi profondamente. Tocca a noi però offrirgli e garantirgli una qualità di vita assolutamente rispettosa della sua natura, salutare e sicura.


Fortunatamente, il seme del benessere animale e di quello del benessere del cavallo germogliano nell’animo di un numero sempre maggiore di persone.

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